Rispetto per la natura e comportamenti
Chi avrebbe immaginato che la mountain bike, approdata in Italia nella seconda metà degli anni ’80, sarebbe diventata così popolare?
Probabilmente chiunque abbia avuto l’opportunità di provarla almeno una volta. Il senso di libertà, il contatto diretto con la natura e la straordinaria versatilità di questo mezzo ne hanno decretato il successo.

Oggi il turismo su due ruote è in costante crescita, tanto da superare quello legato all’escursionismo a piedi.
Gli hotel si sono attrezzati con officine dedicate alle biciclette; molti punti di ristoro dispongono di colonnine per la ricarica delle batterie e totem con attrezzi meccanici; sulla rete spopolano guide dettagliate e tracce GPS di itinerari in mountain bike; i tour operator propongono pacchetti di vacanze “a pedali”; le associazioni organizzano cicloescursioni guidate.

Le opportunità sono praticamente infinite.
Con l’aumento degli appassionati di mountain bike, però, sono emersi anche gli attriti con altri frequentatori dei sentieri.
Gli escursionisti a piedi si sono trovati a condividere i percorsi con un nuovo modo di vivere la montagna, non sempre accolto positivamente.

Alcuni, per principio, sostengono che la montagna debba essere percorsa esclusivamente a piedi; altri lamentano un utilizzo poco responsabile delle biciclette.
Se per i primi c’è poco da fare se non armarsi di pazienza, per le seconde posizioni è possibile avviare un confronto costruttivo.
Attraverso il dialogo e il buon senso, si possono individuare soluzioni che favoriscano la convivenza e garantiscano il rispetto reciproco, preservando la bellezza e la fruibilità dei nostri sentieri per tutti.

L’educazione come principio fondamentale
A molti di noi sarà capitato, durante una passeggiata, di essere sfiorati da un ciclista imprudente.
È importante che chi va in bicicletta sappia che il rumore dei passi dell’escursionista copre quello della bici in avvicinamento, soprattutto se procede a velocità sostenuta.
Il pedone, accorgendosi del ciclista solo all’ultimo istante, può spostarsi d’istinto proprio sulla sua traiettoria, con il rischio di essere investito.
Il pericolo aumenta in presenza di bambini, i cui movimenti sono spesso rapidi e imprevedibili.

Per evitare situazioni di questo tipo, il ciclista deve adottare comportamenti responsabili: avvicinarsi con cautela, rallentare e mantenere una distanza di sicurezza fino a quando il pedone percepisce la sua presenza.
La prudenza e l’attenzione sono quasi sempre ricambiate: il pedone si sposterà per lasciare spazio e un semplice cenno di saluto contribuirà a mantenere un clima cordiale.
L’uso del campanello (che per il codice della strada è obbligatorio avere montato sul manubrio) può essere utile per segnalare l’arrivo, ma è fondamentale non abusarne: un avviso discreto è sufficiente, mentre scampanellate insistenti trasmettono un messaggio di prepotenza, come a dire “spostatevi, devo passare!”.
Single Track: Condivisione e Buonsenso
Percorrere un single track rappresenta il massimo del divertimento per un biker, ma l’incontro con escursionisti a piedi può creare situazioni delicate.
Chi deve passare per primo? La risposta è semplice: usare il buonsenso per garantire sicurezza e rispetto reciproco.
Se arrivate alle spalle di un gruppo di pedoni, rallentate e mantenete la distanza di sicurezza avvisandoli della vostra presenza con un colpo di campanello, attendendo con pazienza che vi concedano il passaggio. Un ringraziamento per la cortesia è sempre gradito.

Se invece incontrate escursionisti provenienti in senso opposto, fermatevi e accostate sul lato del sentiero, lasciando loro la precedenza e lo spazio sufficiente per passare.
Non è una regola scritta, ma questo gesto di civiltà e buon senso non passerà inosservato e sarà ricambiato con gratitudine.
Piccoli comportamenti responsabili, che costano poco a noi biker, hanno un grande valore: favoriscono la convivenza e contribuiscono a prevenire divieti sempre più frequenti alla circolazione delle biciclette su sentieri e intere aree.
Chi desidera correre e misurarsi con il tempo e gli altri biker, scelga le competizioni: sono pensate per questo e, soprattutto, libere da pedoni!

La Mountain Bike: Rovina i Sentieri?
Parecchi anni fa, Mountain Wilderness International – movimento ambientalista impegnato nella tutela della montagna – condusse uno studio per valutare l’impatto sul terreno di diversi mezzi e modalità di percorrenza:
- moto da trial
- scarponi da montagna
- zoccoli di cavallo
- ruote di mountain bike
Il test fu effettuato sia in salita che in discesa. Il risultato fu sorprendente: in discesa, la mountain bike risultò il mezzo meno invasivo, lasciando tracce inferiori rispetto agli altri.
Al contrario, gli zoccoli del cavallo e gli scarponi furono i principali responsabili del dissesto dei sentieri.
È importante precisare che questo dato vale solo in caso di passaggio con ruote in rotolamento e non con ruote bloccate. In salita, la MTB si collocò al secondo posto, subito dopo lo scarpone.

Guidare in modo sconsiderato, senza considerare i danni che si possono provocare, compromette i terreni e mette a rischio persone e animali.
Qui entra in gioco l’educazione: il rispetto dell’ambiente e degli altri utenti è fondamentale.
Anche un escursionista maleducato può causare danni; la maleducazione è un problema indipendente dall’attività svolta.
Persino chi è rispettoso può, inconsapevolmente, contribuire al degrado dei sentieri: una scarsa conoscenza della tecnica di guida, ad esempio, può portare alla perdita di controllo della MTB, causando erosione e pericoli per sé e per gli altri.
L'avvento della E-Mtb ha aumentato il numero di bikers che frequentano strade montane e sentieri, che non sempre sono in possesso delle abilità di guida necessarie per controllare un mezzo che pesa decisamente più della tradizionale mountain bike soprattutto in discesa e lungo percorsi tecnici.

Il Ruolo della Scuola
La padronanza della tecnica di guida è fondamentale per garantire sicurezza e rispetto dell’ambiente.
Saper gestire la velocità e utilizzare sapientemente i freni, muoversi sulla bici in modo dinamico e valutare il tipo di terreno sono competenze che consentono di controllare il mezzo in ogni situazione, evitando incidenti e danni ai sentieri.

Questi sono alcuni degli aspetti che affrontiamo nei nostri corsi di formazione: preparare persone competenti, consapevoli e responsabili, capaci non solo di guidare in modo sicuro, ma anche di sensibilizzare altri cicloescursionisti all’utilizzo della mountain bike nel rispetto dell’ambiente, delle persone, degli animali e delle cose.

Una Soluzione Concreta per Preservare i Sentieri
Per evitare divieti di accesso alle mountain bike o riaprire percorsi oggi interdetti, una proposta efficace è consentirne la percorrenza esclusivamente a gruppi guidati da professionisti qualificati in possesso di un brevetto di Istruttore di mountain bike - e-bike riconosciuto dal CONI.
Figure competenti e qualificate che possono trasmettere importanti nozioni tecniche sulla guida ai gruppi accompagnati garantendo loro maggiore sicurezza, il rispetto dell’ambiente, delle persone e degli animali, assicurando che le aree rimangano inalterate.
Se desiderate acquisire pieno controllo della vostra MTB in ogni situazione, rivolgetevi ai nostri Maestri di Mountain Bike.
Scoprirete quanto possa diventare semplice e divertente affrontare qualsiasi sentiero in sicurezza, senza lasciare traccia del vostro passaggio e con il massimo controllo del mezzo.

Le Regole del buon Biker
- Monti, colline e campagne sono di tutti, e tutti hanno il diritto di goderne. Evitiamo quindi che il nostro mezzo possa essere causa di disturbo per gli altri. Quando si incontrano escursionisti a piedi, avvicinarsi lentamente, farsi sentire senza spaventarli, magari con un cenno di saluto e procedere con cautela; se il sentiero è stretto dargli la precedenza. La gente giudicherà la mountain bike dal vostro comportamento.
- Indossare sempre il casco. Controllare sempre la velocità ed affrontare le curve prevedendo che vi si possa incontrare qualcuno. L’andatura va commisurata al tipo di terreno e all’esperienza di ciascuno
- Restare sui percorsi già tracciati per non arrecare danni alla vegetazione e limitare l’erosione del suolo evitando di tagliare per pascoli o terreni molli. Evitare inutili frenate brusche o derapate. Soprattutto in discesa e in caso di terreni soffici, questi comportamenti possono favorire il dissesto dei sentieri e il formarsi di solchi, i quali, a lungo andare, agevolano l’azione erosiva delle acque.
- Non spaventate gli animali. Date loro il tempo di spostarsi dalla vostra strada.
- I rifiuti non solo sono brutti a vedere, ma costituiscono una grave fonte di inquinamento per il suolo e i corsi d’acqua. In certi casi possono anche rappresentare un pericolo per gli altri escursionisti. Abituiamoci, perciò a riportare a casa tutti i nostri rifiuti
- Rispettare le proprietà pubbliche e private inclusi i cartelli segnaletici, lasciando i cancelli così come si sono trovati. Rivolgersi possibilmente ai proprietari per chiedere il permesso di entrata nei loro terreni. Vietato l’ingresso spesso significa solo: per favore chiedere il permesso.
- Prestiamo la massima attenzione in caso di passaggio attraverso i parchi, riserve, oasi naturalistiche, sentieri natura o altre zone di particolare interesse ambientale. Sarà bene informarsi circa l’esistenza di eventuali vincoli o norme da seguire.
- L’escursionismo in mountain bike è una pratica sportiva impegnativa che richiede una certa preparazione fisica e tecnica. Per evitare fra l’altro, che ad altri tocchi la seccatura di venirci a togliere dai guai, è meglio scegliere dei percorsi adeguati alle proprie capacità e conoscenze.
- Essere sempre autosufficienti. Meta e velocità media verranno stabiliti in funzione dell’abilità personale, dell’equipaggiamento, del terreno, delle condizioni meteorologiche esistenti e di quelle previste.
- Non viaggiare da soli in zone isolate e se si devono coprire lunghe distanze, comunicare la destinazione ed il programma di viaggio.
- Il territorio a disposizione delle nostre mountain bike è amplissimo. E’ inutile, quindi, ammassarsi tutti negli stessi luoghi e frequentare i soliti affollatissimi sentieri in zone di particolare interesse in determinati periodi dell'anno, correndo il rischio di creare situazioni di tensione con gli altri escursionisti. Il transitare su percorsi meno battuti, inoltre, diluisce l’impatto ambientale della bicicletta sul territorio.
- Rispettate la filosofia del ciclo escursionismo tesa al minimo impatto con la natura. Limitarsi a scattare fotografie ed a lasciare impronte leggere, se possibile neanche quelle, portandosi via solamente bei ricordi.
A questo, ci permettiamo di aggiungere un altro consiglio: in qualsiasi strada, anche la più remota, tenere rigorosamente la destra. Troppe volte abbiamo visto ciclo escursionisti tagliare le curve a sinistra e sfiorare l’incidente.
In ogni strada e sentiero anche di montagna vige lo stesso regolamento del codice della strada. Difficilmente troverete un vigile a multarvi per non averlo rispettato, ma in caso di incidente potrebbero ricadere su di voi le responsabilità dell'accaduto.

Diffondiamo pertanto questi semplici consigli o regole, non ne trarremo che benefici.
Articolo di Andrea Trivellato (Direttore Tecnico Scuola Italiana Mountain Bike)
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