le sospensioni in salita vanno chiuse o lasciate aperte
Bloccarle o lasciarle attive: è una domanda ricorrente che durante i corsi di formazione e le cicloescursioni accompagnate ci viene spesso rivolta dagli appassionati e che merita di essere analizzata.



LA TARATURA
La regolazione iniziale, e senza dubbio la più importante, riguarda il SAG, ovvero la percentuale di affondamento delle sospensioni sotto il peso del biker durante la marcia normale.

Per impostarlo correttamente, è necessario sedersi in sella con tutto l’equipaggiamento previsto per l’uscita (casco, zaino, borraccia, ecc.). Entrambi gli ammortizzatori, in posizione aperta, devono affondare quanto basta per garantire un funzionamento ottimale.
Questa percentuale si calcola sulla corsa totale e varia in base all’utilizzo della MTB e ai percorsi da affrontare:
- Trail scorrevoli e poco sconnessi: per chi predilige lunghe salite e bici più leggere (o con sola sospensione anteriore), il SAG consigliato è tra 10% e 20%.
- All Mountain / Enduro: per chi affronta percorsi tecnici e accidentati, anche a velocità sostenute, il SAG ideale è tra 20% e 30%, calcolato dalla posizione di guida tipica in fuoristrada, ossia in piedi sui pedali con assetto leggermente arretrato.
- Guida morbida e non competitiva: si può arrivare a 35% - 45%, per chi privilegia comfort e non ricerca alte prestazioni.
Regolazione della Velocità di Ritorno degli Ammortizzatori
La seconda regolazione da effettuare riguarda la velocità di ritorno delle sospensioni, presente su quasi tutti i modelli in commercio.
Questa impostazione può essere resa più o meno rapida in base allo stile di guida e alle preferenze del biker: chi predilige una risposta più reattiva opterà per un ritorno veloce, mentre chi preferisce una guida più fluida sceglierà una regolazione più progressiva.
Le sospensioni consentono inoltre di intervenire sulla frenatura in compressione durante la marcia. Alcuni modelli offrono due posizioni (aperto/chiuso), altri tre (aperto/trail o pro-pedal/chiuso): la posizione intermedia è ideale in salita, poiché permette di non aprire completamente la sospensione, riducendo la dispersione di energia e mantenendo le ruote aderenti al terreno su tratti sconnessi (radici, pietraie, gradini, ecc.).
I modelli più evoluti dispongono di regolazioni micrometriche con 10-16 posizioni: la differenza tra un click e l’altro è percepibile solo dai biker più esperti.
Un SAG non correttamente impostato, soprattutto in salita, può rendere la sospensione troppo morbida, causando affondamenti ad ogni colpo di pedale, dissipando energia preziosa e riducendo il controllo.

La Pedalata: il Fattore Decisivo
Oltre alla corretta taratura delle sospensioni, il problema principale spesso deriva da una distribuzione errata della forza sui pedali.
Molti biker pedalano “a stantuffo”, alternando spinte intense a momenti morti, accompagnati da oscillazioni del busto in avanti.
Questo movimento accentua l’affondamento e il beccheggio delle sospensioni, causando perdita di aderenza della ruota posteriore e derapate dovute alla cattiva gestione dell’energia.
La soluzione è una pedalata rotonda e continua, con potenza distribuita in modo uniforme su entrambe le gambe, eliminando i punti morti.
Questo consente di ridurre l’affondamento dell’ammortizzatore, migliorare il controllo e aumentare l’aderenza delle gomme al suolo, garantendo trazione costante e maggiore efficienza.
Articolo di Andrea Trivellato (Direttore Tecnico Scuola Italiana Mountain Bike)