Amibike

Impennata - Manual e Bunny Hop

IMPENNATA, MANUAL E BUNNY UP

“La mia bici non si impenna, il manual è impossibile e il bunny hop è un gesto troppo difficile!”. Tutto vero e tutto falso… tre gesti tecnici divertenti e utili in molti frangenti, sicuramente non banali, ma con la tecnica corretta sono  semplici da imparare.

 

Per prima cosa è importante sottolineare quali sono gli errori classici per ciascuno dei trick in questione, spesso comuni a tutti e tre. La cosa fondamentale è rimanere rilassati e lasciar un po’ “ballare” la bici: spesso si pensa che si debba tenerla stringendola e bloccandola in una posizione; è, invece, molto più efficace lasciar muovere un po’ il nostro destriero: questo vale in curva, vale in discesa su una pietraia e vale anche in salita.

 

Se siamo rigidi e usiamo solo la forza per tenere la bike, otteniamo l’effetto contrario: in curva andremo per la tangente, sulla pietraia rimbalzeremo come palle da tennis, in salita ci imputeremo o slitteremo. Quindi, la prima regola per effettuare manual, impennata e bunny hop è rimanere morbidi ed eseguire tutti i movimenti con dolcezza, senza utilizzare la forza, ma solo
lo spostamento del nostro corpo (e quindi il peso).

 

Il secondo errore classico è non guardare avanti: in tutte le fasi della guida MTB è fondamentale dirigere lo sguardo lontano per indicare al nostro corpo, e di conseguenza al nostro mezzo, cosa vogliamo fare. È inutile fissarsi su cosa sta succedendo sotto le nostre ruote, è importare proiettare noi stessi e la bici verso quello che vogliamo fare.

 

L’IMPENNATA
L’errore più classico è, come abbiamo detto, fissare lo sguardo sulla ruota davanti per vedere se e quanto sale.

Dimenticatevela: il vostro corpo percepirà l’impennata in base alla rotazione che la bici compie sulla ruota dietro, non in base al fatto che guardiate quanto è venuta su. Continuate a gettare gli occhi lontano, puntandoli verso dove volete andare: vi accorgerete anche di avere molto più equilibrio. 

 

Il secondo errore è tirare la bici di forza con le braccia e dare un colpo di pedale violento per farla venire su. Ragioniamo insieme: la vostra MTB pesa da 8 a 15 chili (ok, qualcosa di più per le DH), mentre il vostro valore alla bilancia è sicuramente superiore di almeno 4/5 volte o anche più. La bike non può salire in verticale, può solo ruotare sull’asse posteriore. Quindi, più che tirare in alto come forsennati, è sufficiente spostare il vostro corpo all’indietro, testa compresa (pesa circa il 30%), per farla ruotare.

 

Veniamo al terzo errore, che riguarda la pedalata: fermare i pedali, per poi dare un colpo secco, non è una buona idea, in quanto tutti i cricchetti del cambio hanno un punto morto e la catena ha bisogno di tornare in tiro dopo che sono stati bloccati i pedali. Pedalate quindi regolarmente e spingete solo un po’ di più mentre vi proiettate verso il posteriore con tutto il corpo in modo dolce e morbido.

 

Non appena la bici inizia a salire si commette un altro sbaglio naturale: si piegano le braccia come se il manubrio fosse un bilanciere da palestra. Farlo significa annullare lo spostamento del peso all’indietro; in pratica si riporta il peso del busto in avanti e la MTB inevitabilmente torna giù.

 

Rimanere quindi rilassati, con lo sguardo puntato in avanti, con le braccia distese (non tese) porta il baricentro sul posteriore e consente al mezzo meccanico di rimanere su anche pedalando molto tranquillamente. Una volta che la bici è sollevata, continuate a procedere regolarmente e senza scatti. Se smetto di colpo si torna giù, e se ciò dovesse avvenire, l’unica cosa che dovrei fare è spostare ancora il peso indietro: è tutto un gioco di equilibrio, non di forza. Se la bici va troppo indietro, ci si può aiutare con il freno posteriore (almeno le prime volte), ancora una volta senza dare una pinzata secca, ma tenendo il mezzo leggermente frenato. Continuate a pedalare usando il freno
dolcemente per farla scendere un capellino (quando tiro la leva) e risalire (quando allento la pressione sul freno). La tecnica del pedalefreno
che insegniamo ai corsi AMI è molto utile anche per rimanere in impennata. Ricordate: tutte le operazioni devono essere fatte con dolcezza, senza movimenti scattosi o violenti.

 

Invece di spingere come dannati sui pedali, è importante raggiungere questo assetto per rimanere con la ruota alzata per lungo tempo: è solo equilibrio… e l’equilibro si acquista provando e riprovando con calma e determinazione.

 

IL MANUAL 
Per quanto riguarda il manual, gli errori comuni sono sempre la rigidità, l’orientamento dello sguardo e il fatto di piegare le braccia non appena la ruota anteriore si alza. A questo si aggiunge il fatto che, visto che non stiamo pedalando, occorre indietreggiare molto oltre la sella verso la ruota posteriore (quasi come se facessimo un fuorisella estremo). Partendo dalla posizione neutra, in leggera discesa, occorre proiettarsi indietro e verso il basso, spostando tutto il nostro peso, tenendo le braccia distese (non tese) per far ruotare l’anteriore di almeno 45 gradi. Una volta che abbiamo imparato ad alzare la bici fino a circa 45 gradi, inizia il gioco di gambe e braccia:  per far scendere un po’ il davanti occorre piegare leggermente gli arti superiori per far avanzare il busto e un po’ quelli inferiori per fare meno forza sui pedali. Questo movimento fa scendere leggermente la ruota anteriore. Al contrario, per tornare un pelo su, possiamo distendere le braccia per riportare il peso del busto verso il posteriore e spingere con le gambe. 



Come abbiamo accennato, anche se la bici è venuta su benissimo, piegare le braccia e guardare se “è venuta su” inevitabilmente la riporta giù. Si può scendere ancora con il corpo indietro e verso il basso. Conviene anche tenere la testa più alta, in modo da portare il baricentro verso il posteriore. Questi movimenti devono essere morbidi e veloci, non di forza e scattosi, perché
la MTB inevitabilmente oscilla avanti e indietro (e anche a destra/sinistra). Sebbene la velocità aiuti a stare su per più tempo, vi consigliamo di
concentrarvi sui movimenti e non su di essa, in modo da apprendere la tecnica in sicurezza.

 

IL BUNNY HOP
È un movimento da scomporre in almeno due fasi, altrimenti è veramente troppo complesso da imparare. La prima è identica al manual, e ha l’obiettivo di portare la ruota davanti in alto: ricordate che la bici non si può alzare in verticale né davanti né dietro, può solo ruotare sull’asse posteriore, su quello anteriore (per un nose-press per esempio), o sull’asse del movimento centrale una volta che una delle ruote non è appoggiata al terreno. Imparato ad alzare il davanti come nel manual, occorre infatti riportarlo giù alzando  contemporaneamente il dietro, ovvero far ruotare la MTB sull’asse del movimento centrale: per farlo bisogna, dalla posizione del manual, proiettarsi in avanti con tutto il corpo, riportando la testa verso il manubrio.

 

Per far ruotare la bici, mentre con il busto ci riproiettiamo in avanti, con le gambe dobbiamo spingere indietro (non verso il basso, o nemmeno
tirare verso l’alto) entrambi i pedali. Fate finta di avere una pallina da tennis sotto i piedi e cercate di lanciarla verso il retro del mezzo meccanico.


Se sollevare la ruota davanti con un manual non vi viene ancora bene, è inutile provare il bunny hop: esso è fondamentale, seppur non accentuato come per stare su una ruota per decine di metri, per poter poi far ruotare la bici in un bunny hop. Senza il manual iniziale, non starete facendo un bunny hop, ma solo un saltino con le ruote.

 

Ai nostri corsi Freeride e specifici sui trick, passiamo circa 3 ore e mezzo su questi tre esercizi e riusciamo a portare tutti i partecipanti, chi più chi meno, a stare su una ruota per qualche metro, a eseguire il manual nel modo corretto e a passare un ostacolo di almeno 10 centimetri usando la tecnica corretta del bunny hop.
(Articolo di: Roberto Brunetti - Istruttore Nazionale Scuola Italiana Mountain Bike)