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Freno o mollo?

La tecnica di frenata in MTB per migliorare controllo e sicurezza.

Saper frenare è un’arte. La frenata sembra un gesto banale, ma chiunque abbia affrontato una curva troppo velocemente sa quanto sia facile perdere il controllo. Un errore nella valutazione della traiettoria o un’azione errata sui freni può portare rapidamente fuori pista o a una caduta, sia su strada sia in fuoristrada.

In MTB, le velocità più elevate si raggiungono in discesa, ed è in quei frangenti che l’uso corretto dei freni diventa vitale. Ma allora perché tanti incidenti? È evidente che non basta semplicemente "tirare le leve". La frenata richiede tecnica, preparazione e prontezza.

 

Preparazione del sistema frenante: come regolare i comandi

Un impianto frenante ben regolato è essenziale per ottenere il massimo controllo. Prima di salire in sella, è importante assicurarsi che i comandi siano posizionati correttamente sul manubrio.

Regolare le leve dei freni è semplice:

  • Svitando la vite di serraggio, è possibile far scorrere i comandi sul manubrio, posizionandoli in modo da poter azionare le leve comodamente con le dita senza dover spostare le mani dalle manopole.
  • L’angolazione ideale delle leve è di circa 45° verso il basso. Questa inclinazione permette di azionare i freni sia seduti che in piedi sui pedali, senza affaticare polsi e braccia.

I sistemi frenanti più moderni offrono una vite di registro che consente di avvicinare o allontanare le leve in base alla dimensione delle mani. Questa regolazione influisce sulla corsa delle leve e sulla rapidità di risposta del freno.

 


Tecnica di guida: posizione delle mani e reattività

Durante la guida, è fondamentale impugnare le manopole con il pollice avvolto sotto di esse. Questo migliora la presa e riduce il rischio di perdere il controllo su terreni accidentati.

Su percorsi pianeggianti o discese, si consiglia di mantenere sempre una o due dita sulle leve del freno. Il numero di dita dipende dal tipo di impianto frenante:

  • Freni a disco idraulici: una sola dita è sufficiente per generare una potenza frenante ottimale.
  • Freni meccanici: richiedono maggiore pressione e solitamente si usano due dita per azionarli efficacemente.

Avere le dita pronte sulle leve permette di ridurre i tempi di reazione in situazioni d’emergenza.

 


Uso combinato dei freni: anteriore e posteriore lavorano insieme

In MTB, non esiste un solo freno "giusto". Entrambi i freni devono essere utilizzati in sinergia, con una distribuzione ideale della forza di circa 70% sull’anteriore e 30% sul posteriore.

Il freno anteriore è il più potente, poiché in frenata il peso del corpo si sposta sull’avantreno, aumentando l’aderenza della ruota anteriore. Tuttavia, usarlo in modo errato può causare blocchi pericolosi o ribaltamenti, soprattutto nelle discese più ripide.

Su pendenze estreme, il carico sull’anteriore può arrivare fino all’80%, rendendo essenziale spostare il peso del corpo all’indietro per bilanciare la bici.

 


Saper leggere il terreno e impostare le traiettorie

Una delle abilità più importanti per frenare efficacemente è saper leggere il percorso. Anticipare curve, ostacoli o cambiamenti nel fondo del terreno consente di rallentare nel momento giusto e impostare correttamente la traiettoria.

Frenare troppo tardi, magari all’interno della curva, compromette l’aderenza e la velocità d’uscita, costringendo a correggere continuamente la guida nei metri successivi. La strategia migliore è rallentare in anticipo, impostare la curva con precisione e riprendere a pedalare appena prima di averla conclusa.


Autore: Andrea Trivellato

Distribuzione del peso: gestire la bici in discesa

In discesa, il baricentro del corpo si sposta naturalmente in avanti. Se non gestito correttamente, questo fenomeno può ridurre l’aderenza della ruota posteriore, rendendo inefficace il freno posteriore.

Per compensare, è necessario:

  • Spostare il bacino dietro la sella, portando il peso sul retro della bici.
  • Mantenere braccia e gambe rilassate per assecondare le asperità del terreno.
  • Evitare la rigidità articolare, che può causare perdite di controllo in fase di rallentamento.

La paura in discesa è spesso il peggior nemico del biker, portando a errori come il blocco completo del freno anteriore. Questo può causare il ribaltamento della bici e una caduta violenta.

 

Modulazione della frenata: dosare la pressione

Una frenata efficace non deve mai essere brusca. Per mantenere il controllo della bici è fondamentale modulare la pressione sulle leve, rendendo l’azione fluida e progressiva.

Bloccare le ruote genera una perdita di aderenza e allunga notevolmente lo spazio di frenata. L’obiettivo è quello di emulare l’efficacia dell’ABS (Anti-Blocking System), ormai presente su molti veicoli motorizzati: frenare senza mai bloccare completamente le ruote.

Per migliorare questa abilità, si consiglia di:

  • Iniziare la frenata con una leggera pressione.
  • Incrementare o ridurre la forza applicata con movimenti millimetrici, mantenendo il contatto con il terreno.
  • Esercitarsi a modulare i freni su terreni pianeggianti, aumentando progressivamente la difficoltà su percorsi tecnici.

 


Tecnica del pedale-freno

Un esercizio utile per acquisire maggiore controllo è la tecnica del pedale-freno, che consiste nel frenare e pedalare contemporaneamente durante l’affrontare una serie di curve strette. Questa tecnica aiuta a migliorare la stabilità e la precisione nei tratti tecnici, dove è necessario mantenere velocità e aderenza costanti.

 


L’influenza degli pneumatici sulla frenata

La tipologia di pneumatici e la loro pressione influiscono direttamente sulla capacità di frenata. Su terreni bagnati o smossi, una pressione troppo alta riduce l’aderenza, mentre una pressione troppo bassa può aumentare il rischio di foratura.

Gli pneumatici consumati o con battistrada inadeguato possono compromettere gravemente la sicurezza. È essenziale verificare regolarmente lo stato delle gomme e adattare la loro pressione alle condizioni del percorso.

 


Conclusioni

La frenata in MTB è una tecnica complessa che richiede pratica, attenzione al terreno e una gestione accurata della bici. Modulare la pressione, anticipare le curve e distribuire correttamente il peso sono aspetti fondamentali per affrontare con sicurezza anche i percorsi più impegnativi.

 

Articolo di Andrea Trivellato (Formatore-Direttore Tecnico Scuola Italiana  Mountain Bike)