Amibike

Domare la salita

La vita può essere paragonata ad una salita, con le sue difficoltà che spesso sembrano insormontabili.

 

La storia del ciclismo è ricca di imprese epiche su salite leggendarie, e ogni volta che si conquista una cima, la sensazione di appagamento e soddisfazione è indescrivibile, cancellando in un attimo tutte le fatiche e i momenti di difficoltà patiti durante l’ascesa.

 

La salita richiede il massimo impegno fisico e necessita di un allenamento specifico per abituare il nostro organismo a sopportare la fatica e risparmiare energia.

 

Senza la dovuta preparazione fisica e psicologica, può annientarci in pochi minuti e compromettere la nostra escursione, merita quindi grande rispetto.

 

Nell’ambito del fuoristrada, l’eccesso di fatica accumulato durante l'ascesa può compromettere la lucidità mentale necessaria per affrontare i passaggi tecnici, diventando una fonte di pericolo. È proprio dell’aspetto tecnico che vogliamo occuparci.

 

L'avvento della bici a pedalata assistita ha permesso anche ai biker meno allenati di affrontare le salite con facilità, riducendo notevolmente la fatica.

 

Tuttavia, per affrontare le salite, soprattutto se lunghe, è comunque necessario un minimo di allenamento al gesto della pedalata, senza il quale neanche la bici elettrica può avanzare.

 

È importante considerare la potenza della batteria e il relativo consumo, che devono essere gestiti tenendo conto di diversi fattori:

  • Livello di assistenza selezionato: più è elevato, maggiore sarà il consumo della batteria.
  • Guarnitura del mezzo e uso dei rapporti: disporre di ampia scelta e selezionare rapporti agili in salita consente di mantenere una frequenza di pedalata più elevata, garantendo l'assistenza del motore senza dover aumentare il livello di assistenza.
  • Durata della batteria: dopo alcuni anni di utilizzo e molte ricariche, la batteria non garantisce la stessa autonomia.
  • Condizioni del percorso: la pendenza del pendio, il peso del ciclista, il tipo di fondo stradale, il vento contrario e la pressione degli pneumatici sono fattori che influenzano il consumo della batteria.

 

Per affrontare pendenze importanti su terreni accidentati, non basta essere adeguatamente allenati o utilizzare una e-bike; è necessario possedere anche un bagaglio tecnico specifico. La conoscenza della tecnica di guida permette di avere padronanza del mezzo e affrontare ogni pendio risparmiando al massimo le energie, consentendoci di superare asperità e pendenze che altrimenti ci costringerebbero a spingere la mountain bike.

 

Lo sguardo
È l’elemento di primaria importanza per la scelta delle traiettorie migliori, dei rapporti più adeguati da utilizzare e per il momento più idoneo per effettuare la cambiata, anticipando pendenze e asperità.

 

L’impugnatura del manubrio
Sempre ad anello con pollice e indice ad avvolgere la manopola per avere il massimo controllo del manubrio in tutte le situazioni. In salita, le dita sui freni non servono; meglio utilizzarle per impugnare saldamente le manopole e conttollare lo sterzo.



Se utilizzate un e-bike lungo tratti accidentati affrontati a bassa velocità talvolta può essere utile l'uso dei freni per contenere la spinta eccessiva del motore.

 

Su terreni ripidi e sconnessi, è meglio evitare l'uso delle appendici, poiché alzano la posizione del busto e non favoriscono il buon controllo del manubrio e l'azione immediata sui comandi.

 

Un cavallo imbizzarrito
I problemi principali della salita ripida sono mantenere la ruota anteriore a contatto col terreno e garantire l’aderenza necessaria alla ruota posteriore per consentirci di salire, gestendo la fatica e scegliendo le traiettorie migliori.

 

Affrontiamo le problematiche in modo separato
La ruota anteriore si impenna perché, a causa della pendenza, la forza di gravità sposta il nostro peso verso valle, rendendo l’avantreno scarico e leggero. Abbassiamo il busto avvicinando spalle e testa al manubrio per riequilibrare la distribuzione del peso sulla bike. Quando avviciniamo le spalle al manubrio, abbassiamo anche i gomiti e avviciniamoli al tronco, ricordandoci di ruotare verso il basso anche i polsi, mantenendoli sempre in linea con l’avambraccio. In questo modo, distribuiremo carichi di peso e sollecitazioni in modo omogeneo senza sovraccarichi sull’articolazione del polso. Questo atteggiamento del corpo dovrà essere estremizzato proporzionalmente alla pendenza affrontata; su salite molto ripide, ci ritroveremo con il mento che sfiora il manubrio, le spalle oltre la verticale dello stesso e i gomiti più bassi delle manopole. Se la pendenza è forte, avanzate col bacino verso la punta della sella per portare ulteriore peso sull’avantreno, altrimenti la ruota anteriore si impennerà.

 

La ruota posteriore perde aderenza
La regola per pedalare in salita su terreni accidentati è rimanere seduti per garantire l’aderenza della ruota posteriore al terreno. Più la pendenza aumenta, più dovremo scivolare verso la punta della sella rimanendo seduti per garantire un’adeguata distribuzione del peso, soprattutto se il terreno è bagnato. La posizione non è delle più comode, anzi può risultare alquanto fastidiosa per la zona del perineo; fortunatamente la maggior parte del nostro peso non sarà scaricato sulla sella, bensì sui pedali. Purtroppo, questo è l’unico atteggiamento per riuscire a superare pendenze molto forti.

 

Talvolta verrebbe la tentazione di sollevarsi in piedi sui pedali per dare un po' sollievo alla muscolatura e alle articolazioni, tuttavia è una posizione che suggeriamo di assumere solo se stiamo pedalando su terreni molto compatti e asciuttti, in cui l'aderenza della ruota posteriore è garantita. Bloccate in quest casi anche la sospensione anteriore per evitare di dissipare energia preziosa.

 

E' sconsigliabile sollevarsi in piedi sui pedali con un'ebike dato che comporterebbe un consumo di batteria maggiore con continui picchi di richiesta di energia, un maggiore stress per la catena e possibili derapate della ruota posteriore sul terreno.

 

La pedalata
Deve essere rotonda e fluida per garantire una trazione costante ed evitare perdite di aderenza del pneumatico posteriore. La forza va distribuita equamente spingendo su entrambi i pedali con la stessa intensità. Mentre una gamba spinge, l’altra collabora tirando il pedale verso l’alto. Pedalando in questo modo, eviteremo di ondeggiare col busto, disperdendo energia preziosa che verrà assorbita dalla sospensione anteriore. Se avete difficoltà nell’applicazione della pedalata rotonda, bloccate la forcella anteriore per ridurre l’inconveniente.

 

La tecnica e l’atteggiamento
Per pedalare lungo salite con pendenze molto forti e/o percorsi accidentati e lunghi, dovremo centellinare le nostre energie imparando a dosarle. Utilizzando le tecniche descritte e attraverso una buona lettura del terreno, dovremo cercare le traiettorie migliori per pedalare il più possibile su terreno compatto, diminuendo l’andatura e risparmiando energia preziosa. Se vorremo superare tratti particolarmente accidentati, saremo costretti ad aumentare l’andatura, e l’energia risparmiata tornerà utile. L’atteggiamento mentale è importantissimo e condiziona tutto il corpo, che deve essere rilassato per abbassare il ritmo e controbilanciare con gli spostamenti del corpo situazioni di equilibrio precarie, copiando il terreno senza subirlo. Ogni muscolo contratto inutilmente sottrae energia all’azione della pedalata. Potrebbe sembrare che in salita sia solo una questione di gambe, ma anche la parte superiore del corpo gioca un ruolo chiave.

 

La pressione deigli pneumatici
Su terreni particolarmente accidentati o viscidi, può essere utile ridurre la pressione del pneumatico posteriore per aumentare la superficie d’appoggio della gomma sul terreno e subire meno le asperità, soprattutto se state guidando una mountain bike ammortizzata solo anteriormente. Attenzione a non esagerare, poiché se non sarete reattivi nel superamento di asperità particolarmente spigolose, rischiate di pizzicare la camera d’aria e quindi forare.

 

 

Ripartire su terreno ripido richiede di riprendere tutti i concetti già descritti: seduti in punta di sella, con spalle e mento a sfiorare il manubrio e gomiti bassi. In funzione della contropendenza del terreno al momento della ripartenza, dovremo scegliere di appoggiare a terra il piede a monte del pendio, posizionando sul pedale in posizione di massima spinta il piede a valle, evitando così di ritrovarsi con la bike inclinata ancor prima di ripartire. Lo sguardo rivolto in avanti, oltre a darvi maggiore equilibrio, vi permetterà di trovare subito la traiettoria migliore. La contemporaneità di alcuni movimenti sarà la chiave del successo per riprendere la marcia agevolmente: la spinta del piede appoggiato a terra, la spinta energica ma dolce del piede sul pedale e le spalle e mento che dovranno rimanere molto bassi. Le prime pedalate dovranno essere dolci e fluide per mantenere l’aderenza dei pneumatici. Non è necessario agganciare subito il piede sul pedale, si può benissimo pedalare per qualche metro anche con i piedi appoggiati in modo approssimativo. La priorità deve essere riprendere la marcia; raggiunto l’equilibrio, appena il terreno lo consentirà, si potrà agganciare anche l’altro piede.

 

Regole per cambiare rapporto in salita:

  • Anticipare il momento della cambiata senza aspettare di essere sulla massima pendenza.
  • Rimanere seduti, poiché alzandosi in piedi sui pedali aumenterebbe la tensione sulla catena.
  • Aumentare il ritmo della pedalata per qualche metro prima di effettuare la cambiata, in modo da diminuire la tensione sulla catena.


Errori da evitare
:

  • Guardare la ruota anteriore.
  • Rimanere alti con le spalle.
  • Tenere i gomiti aperti.
  • Alzarsi in piedi sui pedali.
  • Utilizzare un rapporto sbagliato.
  • Rimanere rigidi e centrali (statici) col corpo.

Una mountain bike non della vostra misura o forcelle con escursioni molto generose potrebbero rendere più difficile o ostacolare l’applicazione della tecnica.

La tecnica di guida è composta da tanti altri accorgimenti e dettagli che sono importanti per riuscire a guidare la mountain bike con successo. I Maestri di Mountain Bike dell’A.M.I. sono profondi conoscitori sia della tecnica che della metodologia di insegnamento, permettendo a tutti gli appassionati di apprendere con metodo ogni aspetto della tecnica, in funzione della propria preparazione ed esperienza. In questo modo, le persone che si avvicinano a questa pratica lo faranno con gradualità, superando difficoltà rapidamente e con successo grazie all’efficacia dei consigli dei nostri tecnici.

 


Anche i biker più esperti, attraverso l’occhio attento del Maestro di mountain bike, possono limare piccole sbavature e affinare la propria guida, rendendola più efficace, divertente e sicura. I bambini, che sono il nostro futuro, necessitano di basi solide che si basano su una cultura sportiva e di rispetto e tutela dell’ambiente: la mountain bike sembra fatta apposta per loro perché favorisce lo sviluppo delle capacità motorie e mentali nel contesto dell’ambiente naturale, educando al rispetto dell’ambiente. I nostri Maestri già si occupano di rendere tutto ciò divertente e sicuro, attraverso lo sviluppo di programmi speciali dedicati ai bambini; potete stare tranquilli!

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Testo di Andrea Trivellato (Direttore tecnico Scuola Italiana Mountain Bike)